Continuano imperterrite le delusioni horror estive di Italia 1, questa settimana ci è stato "donato" uno dei peggiori film in ambito zombie. Una piccola lezioncina di storia prima di addentrarci negli oscuri meandri di questa abominevole pellicola. Nel lontano 1968 un giovane regista di nome George Romero girò uno dei più truculenti e simbolici film horror della storia, quel film era "La notte dei morti viventi". Il film oltre ad essere una delle pellicole più violente, ovviamente in rapporto al periodo in cui uscì, conteneva una forte critica alla guerra in Vietnam e in particolare al ruolo dei soldati di colore impegnati in guerra. Girato con pochissimi fondi "La notte..." rimane tutt'oggi uno dei migliori film horror di sempre. In seguito girerà "Zombi" (titolo originale Dawn Of The Dead) nel 1978 e il capitolo conclusivo della saga, "Il giorno degli zombi" nel 1985. Per ben 20 anni Romero non si occupò più di film sugli zombi, ma nel funesto 2005 il grande regista ha deciso di rovinare la sua opera aggiungendo un'ulteriore capitolo alla saga. Il risultato? Un'ora e mezza circa di scene già viste con personaggi abbastanza banali (il salvatore, l'approfittatore, la donna forte, eccetera) e non più i magnifici effetti speciali di Tom Savini, che tra l'altro ha un brevissimo cameo nel ruolo di Blade (il suo personaggio in "Zombi") ormai anche lui morto vivente. La trama vede una città fortezza dominata dal malvagio e avido Kaufman e un gruppo di mercenari occupparsi di fare raid attraverso i sobborghi in cerca di provviste e qualsiasi cosa possa essere utile per difendersi dall'invasione di morti viventi. Misteriosamente uno degli zombi comincia a prendere coscienza dell'ambiente esterno, riuscendo così ad organizzare una vera e propria forza d'attacco di morti viventi. Una sola domanda mi ronza in testa, gli zombi di mister Romero sono sempre stati "stupidi", mantenevano sì aspetti della propria routine giornaliera (vedi "Zombi"), ma erano comunque bestie senza altro impulso se non quello di nutrirsi di carne umana, quindi perchè in questo film gli zombi sono in grado di organizzare un'attacco? Sinceramente non so rispondere a questa domanda, ma spero che Romero abbia avuto una buona motivazione per aver totalmente stravolto il concetto di zombi. Anche in questo capitolo viene inserita una critica sociale, nel primo film è la critica a razzismo e alla guerra del Vietnam, nel secondo la critica viene rivolta al consumismo e nel terzo c'è una fortissima critica alle follia della direzione Reagan, questa volta il bersaglio di Romero è la globalizzazione e la sottomissione di popoli deboli (in questo caso gli zombi) a scapito del benessere di altri (gli umani). Una grossa delusione è che al contrario degli altri film non c'è nulla che metta davvero tensione, a parte l'interpretazione e la voce di Asia Argento, tutto il film è permeato da un sentore di già visto e di banalità visiva, secondo me ovviamente. Non lo consiglierei praticamente a nessuno, visto che i neofiti del genere lo troverebbero banale e scontato mentre i fan di Romero disapproverebbero la produzione ultra pompata e tremendamente non in linea con gli altri capitoli. Un film evitabilissimo, guardate la trilogia e lasciate perdere questa imitazione.Voto: 4
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